Paesi Baschi verso la legalizzazione della canapa. E l’Italia?

In tempo di crisi è necessario avere la forza di invertire la rotta e andare alla ricerca di soluzioni ai tanti problemi che si è costretti ad affrontare. In tempo di crisi ci vuole il coraggio di cambiare.

Le strategie messe in campo dal governo Monti fino ad ora certo non brillano per forza e coraggio, è sufficiente pensare ai passi indietro sulle liberalizzazioni per capire come la nuova squadra di governo ha intenzione di muoversi.

Per quanto riguarda l’Italia per ora possiamo solo continuare a sperare – o a pregare?! – ma in giro per l’Europa c’è anche chi ha il coraggio di tentare nuove strade: nei primi mesi del 2012 sarà sottoposto al parlamento Basco un progetto di legge che prevede la regolamentazione di coltivazione, vendita e consumo della cannabis. E’ vero “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”, ma è improbabile che la legalizzazione di alcune sostanze psicoattive (o, perché no, di tutte) possa avere conseguenze più negative di quelle prodotte negli ultimi 30 anni dalla fallimentare “guerra alle droghe” (per approfondire l’argomento consigliamo la lettura del recente rapporto stilato dalla Global Commission on Drugs Policy).

E’ difficile fare una stima del denaro che il mercato delle sostanze illegali muove ogni anno in Italia e nel mondo, ma la cosa certa è che “legalizzare” vorrebbe dire far emergere un vero e proprio mercato che ora è interamente gestito dalle narcomafie. Per non parlare degli insostenibili costi economici e sociali che la guerra alla droga comporta: basti pensare al dispiegamento di forze impiegate ogni anno per la repressione e al fatto che oggi in Italia ben un terzo della popolazione carceraria si trova in carcere proprio per reati direttamente o indirettamente connessi alle sostanze illegali. Tutto questo, oltre a paralizzare il sistema-giustizia in Italia, ci costa un occhio della testa.

Per concludere – a chi sostiene che i “drogati legalizzati” verrebbero a rappresentare un costo per la società – ricordiamo che oggi i Servizi per le Dipendenze sono pagati con le tasse delle cittadine e dei cittadini, ma se le sostanze venissero legalizzate e gestite regolarmente – proprio come le sigarette, l’alcool, le scommesse – questi servizi potrebbero essere finanziati proprio con una parte dei ricavi derivanti dalla vendita delle sostanze stesse. Insomma, “legalizzando” sarebbero i consumatori a pagare l’assistenza agli eventuali consumatori problematici.

Dal punto di vista economico legalizzare presenta esclusivamente vantaggi. Probabilmente anche dal punto di vista medico-sanitario è così (ancora una volta rimandiamo al rapporto della Global Commission). Per quanto riguarda l’ottica etico-morale, molto semplicemente, i governi non dovrebbero giudicare o criminalizzare quei comportamenti privati che non danneggiano la società.

Mattia Da Re

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4 risposte a “Paesi Baschi verso la legalizzazione della canapa. E l’Italia?

  1. Pingback: SONDAGGIO: Sei favorevole alla legalizzazione delle sostanze psicoattive? | VERONA ERETICA

  2. cosa vuoi commentare
    continuiamo a prenderla in culo//
    ma cosa vuoi cazzo che legalizzino con il papa tra i coglioni//\
    vaticano di merda prima bisogna tirare giu il diavolo in acqua santa
    il vavavttiiiccaaanooo

  3. non capisco perchè il vaticano debba essere contrario.
    la canapa non è una pianta creata da dio?? che differza ha con le altre??
    in nessun libro religioso è scritto che bisogna vietarla, l’alcol per qualche religione è illegale, ma la canapa non viene mai citata nelle proibizioni.
    o forse il papa ci vuol far credere che nessun profeta e nemmeno gesù sapeva dell’esistenza di questa pianta??
    non è che il papa con i suoi spostamenti di missionari ecc. sposta anche ingenti quantità di droga che gli fruttano milioni di euro?? perchè altre causali non ne vedo.

  4. Il vaticano viene preso troppo in considerazione,come mai non si menzionano mai leader di altre religioni? Il vaticano ha troppo potere che gli è stato conferito dalla politica ma anche dal popolo stesso,bisogna cambiare il modo di vederlo non con l’odio ma con l’indifferenza che è l’arma migliore.Basta con i sermoni al telegiornale su cose assurde di quel tipo col cappello a punta ,mi piacerebbe sentire un sermone del dr.Gessa o del dr Piomelli sui benefici della canapa così anche chi è contrario avrebbe uno stimolo per riconsiderare la questione!

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