I “puri” dell’associazionismo della “società civile”

Settarismo mascherato da trasversalismo e schizofrenia ipocritamente imposta e autoimposta. Queste sono le caratteristiche di alcune, forse molte, sicuramente troppe, associazioni della “società civile”. Associazioni di ogni tipo e genere, ambientaliste-culturali-ricreative-animaliste-ecc, rigorosamente ONLUS – perché spillare un po’ di soldi pubblici non fa mai male. Fanno politica, ma non vogliono l’etichetta dei partiti, anche se poi banchettano con i partiti, strillando ai 4 venti di non farne parte. Loro, camaleonti arroganti e onnipresenti, rappresentano la “società civile” una contraddizione in termini, se non fosse che per loro i partiti equivalgono a degli eserciti, il loro modello di partito è quello autoritario e assolutista, quello delle sezioni, dell’esclusione del diverso, della caccia alle streghe, del rifiuto del dialogo ma favorevole all’inciucio. Per noi un partito è ben altro. Loro contrappongono ai partiti le liste civiche, scordando che per definizione è un partito ogni gruppo di cittadine e cittadini che condividono una medesima idea sociale e concorrono democraticamente al fine di determinare la politica del Paese: una lista civica è a tutti gli effetti un partito

In ogni caso, i “puri” dell’associazionismo della “società civile” si possono candidare, all’occorrenza, anche nelle liste dei partiti, fermo restando che sarebbe sempre meglio dare vita a “pulitissime” liste civiche che, proprio in quanto “civiche”, sono diverse dagli “sporchi partiti”. Poi non si deve scordare che la candidatura è una scelta individuale, ci si deve dimettere da eventuali cariche direttive delle associazioni: pura schizofrenia ipocrita, “sono io ma non sono io”, “io in quanto cittadino non sono io in quanto militante”. Alternano molteplici identità fisse, tra loro incompatibili, e quando si calano nei panni di Mr. Hyde, dottor Jekyll deve sparire. Non concepiscono la Persona in quanto unità biologica guidata da molteplici orientamenti coesistenti, è inconcepibile appartenere a più gruppi e combattere su più fronti, la “doppia tessera” è semplicemente scandalo.

Schizofrenia imposta e autoimposta al fine di…? Al fine di raggirare l’elettore o il simpatizzante di una o dell’altra associazione? Ma la cittadinanza pur essendo sempre meno attenta e informata, sa come stanno le cose, sa eppure il giochino dei camaleonti funziona. Perché quello che importa è la forma. Quello che importa è non vedere determinati simboli, non sentire determinate parole.

Chiarezza e trasparenza fanno così paura? E’ veramente pazzo chi si mette a nudo e si presenta integralmente, non nascondendo, a seconda della situazione, una o più delle proprie tendenze, convinzioni, idee? «Davanti ai simboli dei partiti la gente scappa, i partiti creano divisione», rispondono i “puri” della “società civile”. Ma la mentalità da superare è proprio questa, quella della contrapposizione, delle fazioni, del tifo da stadio pro o contro qualcuno. Dicono che «così non si raggiungono gli obiettivi», ma non hanno capito che una volta superato lo scoglio della mentalità settaria tante battaglie saranno vinte senza nemmeno dover combattere.

Ma in fondo ai “puri “della “società civile” non importano realmente le battaglie, a loro interessa la forma, vivono di slogan facili, quegli slogan che non possono non piacere e che proprio perché piacciono a tutti suono vuoti e non vogliono dire nulla, sono quelli del “bene comune” – e a chi importa se poi, giusto per fare un esempio di vittoria della “società civile”, gli acquedotti sono dei colabrodo e nessuno ha la possibilità di intervenire? Sono quelli del “pacifismo a tutti i costi”, quelli della “bandiera della pace” – e a chi importa poi se qualche dittatore massacra il proprio popolo?

Le eretiche e gli eretici non vi proporranno slogan facili, al contrario vi “sbatteranno in faccia” questioni difficili, dure, indigeste, magari impopolari. Perché sono proprio queste le questioni che rappresentano delle urgenze e richiedono un’azione incisiva “qui e ora”. Le urgenze non possono aspettare ed è necessario essere disposte e disposti al confronto, al dialogo con tutte e con tutti, senza pregiudizi e senza ipocrisia, per conquistare e difendere “nuove possibili libertà”.

Pensare fuori dal coro è difficile, ma tanto più si dimostra difficile, tanto più è necessario.

Mattia Da Re

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3 risposte a “I “puri” dell’associazionismo della “società civile”

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  3. Pingback: Chi non votare a Verona | VERONA ERETICA

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