STOP alle ordinanze liberticide / Firma subito la petizione!

Come succede ormai da qualche anno, anche l’estate appena terminata è stata segnata, a Verona, dalla tristemente nota questione degli insensati divieti che hanno trasformato – in nome del decoro e della decenza – la città in un carcere a cielo aperto.

Grazie all’ordinanza “anti-panini” del luglio 2007 e alle modifiche del Regolamento di Polizia Urbana approvate dal consiglio comunale con la delibera n. 60 del 22 settembre 2011, l’amministrazione ha pensato bene di proibire il consumo di cibo (panini, patatine, pizze, kebab, toast e simili) in prossimità di monumenti e luoghi di particolare interesse – dove naturalmente è vietato pure mettersi a sedere o riposare. A completare il quadro proibizionista non poteva mancare il divieto di consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in moltissime zone del centro, nonché in tutti i giardini e parchi pubblici del Comune.

Altro punto qualificante del regolamento è il tentativo di nascondere la povertà, espellendo dal centro le cittadine e i cittadini che incarnano il disagio, infatti “in tutto il territorio comunale e in particolare nel centro storico in prossimità di monumenti e luoghi turistico-culturali e lungo le principali strade che conducono al centro città non sono consentiti l’accattonaggio e richiesta di elemosine”. La sanzione prevista? Ai “trasgressori” verrà naturalmente sequestrato il denaro raccolto – ovvero i pochi spiccioli per acquistare qualcosa da mettere sotto i denti. Insomma, anche Flavio Tosi, nonostante non perda occasione per esaltare i valori cristiani, preferisce relegare la carità, una delle tre virtù teologali, ai margini della città, lontano dagli occhi di benpensanti moralisti e perbenisti, che potrebbero restare offesi dalla vista di tanto squallore.

Se gli ignari turisti e gli spensierati studenti devono prestare attenzione a non incorrere in sanzioni ben più salate delle porcherie che intendono criminalmente ingurgitare all’ombra della Gran Guardia, è evidente come ben più duramente questi provvedimenti colpiscano le fasce più deboli della società: da una parte senza tetto, mendicanti e nullatenenti, dall’altra cittadine e cittadini stranieri che ancora oggi vivono abitualmente le piazze e i parchi come luoghi di aggregazione, condivisione, socialità e convivialità e che ora si vedono criminalizzati semplicemente per il loro stile di vita.

Per non essere costretti tra un anno ad assistere, ancora una volta, alla sterile polemica “panini si / panini no”, lanciamo oggi una petizione per chiedere l’abrogazione  in nome del decoro e della decenza!  di quegli articoli del Regolamento di Polizia Urbana che vietano di vivere liberamente la città.

CLICCA SULLA FOTO PER LEGGERE E SOTTOSCRIVERE ORA LA PETIZIONE:

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