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20/11/2012 :: Roma / Ass. Radicale Antispecista in piazza per dire “NO alla sperimentazione animale”

Martedì 20 novembre 2012 alle ore 10.00 è stato indetto un presidio in P.za delle Cinque Lune – Roma, a poche decine di metri dal Senato della Repubblica, dal movimento dei Verdi e Animalisti Europei (Federazione dei Verdi, Ecologisti e Reti Civiche + Partito Animalista Europeo) insieme a FEDER F.I.D.A. onlus, in occasione del convegno intitolato “Perché è ancora necessario sperimentare sugli animali prima che sugli umani”.

L’Associazione Radicale Antispecista “Parte in Causa” parteciperà al presidio per fare da contraltare all’intervento, previsto da programma del convegno, della deputata radicale On. Maria Antonietta Farina Coscioni, e per testimoniare l’esistenza di un’anima animalista e antispecista – e dunque fino in fondo gandhiana e nonviolenta – all’interno del movimento radicale. L’Associazione considera inoltre questa presenza come un obbligato seguito all’azione politica contro la sperimentazione animale iniziata il 4 novembre scorso quando, durante i lavori dell’XI congresso di Radicali Italiani, era stata presentata una mozione particolare sul finanziamento di metodi alternativi alla sperimentazione animale.

Ci teniamo tuttavia a puntualizzare che il convegno è stato promosso dall’Istituto di Ricerche Farmacologico “Mario Negri”, non dai Radicali, che non hanno una linea ufficiale sulla sperimentazione animale tanto da essersi divisi sul tema in Parlamento in occasione del voto su Green Hill: portare un dibattito e un’analisi critica sull’argomento all’interno del movimento è proprio uno degli obiettivi che l’Associazione si è posta al momento della sua fondazione.

Come antispecisti, non possiamo che esprimere la più ferma e totale opposizione a una ricerca scientifica che fondi il proprio “progresso” sulla tortura e sull’uccisione di un numero incalcolabile di esseri senzienti. Non esiste scopo, per quanto nobile, che possa giustificare un tale abominio. Ci auguriamo che la maggioranza del movimento si riconosca nelle nostre posizioni che non sono altro che la naturale e coerente espressione di una visione radicalmente nonviolenta della società.

Maria Giovanna Devetag
Segretaria di Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista

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Udine 29/09: duemila anime, un solo grido: NO HARLAN! NO VIVISECTION!

Sabato 29 settembre si è svolta a Udine, con il patrocinio del Comune, la manifestazione Internazionale “NO HARLAN! NO VIVISECTION!”, contro Harlan, multinazionale della vivisezione, che ha una sede proprio nella provincia di Udine, a San Pietro al Natisone.

Duemila anime, provenienti da tutta Italia (una decina di pullman arrivati da Puglia, Sardegna, Lazio, Toscana) e da Austria, Germania, Croazia, Svizzera, unite in un solo coro di indignazione.
Una manifestazione completamente pacifica e nonviolenta dall’inizio alla fine, magistralmente organizzata in due mesi dal gruppo “NO HARLAN GROUP – UDINE”. Tante le associazioni presenti, tra cui LAV, ENPAOIPA, ANIMAL AMNESTY, LA VERA BESTIA, ANIMALISTI ITALIANIASS. IMPERATRICE NUDA, e molte altre. In 2000 per dire BASTA alla vivisezione, BASTA alla violenza, BASTA a una scienza irresponsabile!

Ragazzi e ragazze, uomini e donne di ogni età, bambine e bambini, cani e persino una maialina nera di nome Camilla, tutti a marciare insieme tra gli slogan urlati che hanno fatto tremare la città di Udine.

Un corteo durato due ore, conclusosi a Piazzale del Castello, dove ad aspettare c’erano i banchetti di “No Harlan Group” (da cui poter ricevere specifiche informazioni, sottoscrivere petizioni, lasciare contributi) e la conferenza “HARLAN, multinazionale della vivisezione: le ragioni del NO”, presieduta da Massimo Tettamanti (chimico ambientale e criminologo forense, responsabile nazionale della riabilitazione animali da laboratorio) e dal filosofo Leonardo Caffo (Università degli Studi di Torino) presso la Loggia del Lionello.

Sinceri ringraziamenti vanno al Comune di Udine che ha dato il suo totale appoggio alla causa.

Quello che non ci dicono è che ogni anno il 75% dei farmaci testati sugli animali non passa i test sull’uomo. Metà di quello che viene poi effettivamente commercializzato viene ritirato in fretta dal mercato perché si rivela pericoloso (menomazioni permanenti, rischio di morte, morte). Tutti i farmaci prima di essere messi in commercio vengono comunque testati su esseri umani. Dove? Nel Terzo Mondo, dove persone povere e disperate vendono il loro corpo a favore della sperimentazione, per poter raccogliere qualche soldo e mantenere così la propria famiglia.

Una scienza violenta e sfruttatrice può essere considerata responsabile? È questa la scienza che vogliamo? Pensiamoci!

Il prossimo corteo è previsto per il 20 ottobre a Correzzana (Monza Brianza).
A breve tutte le info sul la pagina FB di “Contro Green Hill“.

Siete tutti invitati, solo partecipando numerosi abbiamo la speranza di poter dire BASTA a questo inferno! Se ci impegneremo e saremo uniti, Harlan – come Green Hill – avrà le ore contate!

Giulia Pellegrin